ceci n'est pas

Ceci n’est pas la toile

Questo posto non è il web.

Ceci n’est pas la vie!

Non prendiamoci per i fondelli, al giro di boa ci siamo arrivati tutti ormai.

Siamo stanchi.

Stanchi di rinviare, procrastinare, allontanare. Stanchi di vietare, porre attenzione, alzare barriere.

Quando la vita era più vera di oggi nei periodi di smarrimento mi rifugiavo nella bellezza degli spettacoli dal vivo, tanto da farci la mia professione, ma da quando la pandemia ha recintato i contatti ho perso la mia ricarica d’energia vitale.

Proprio oggi che mi sento scarica come non mai hanno tolto il vaccino contro la monotonia e la bruttezza e, come una tossicodipendente da hic et nunc, vado alla ricerca di metadone, ma non trovo nulla che possa sostituire il momento in cui la luce in sala si spegne e il sipario si apre su un’altra storia.

Poi, all’improvviso, il genio:

La realtà non è mai come la si vede: la verità è soprattutto immaginazione.

René Magritte

Quindi, caro René, mi stai dicendo che la verità possiamo immaginarla?

Allora io voglio immaginare un posto libero da mascherine, da limitazioni, da distanze. Un posto dove ci si possa guardare negli occhi senza far appannare le lenti, dove si possa parlare senza rischiare di beccarsi virus regali.

_Esiste già! È il web!_ mi direte. Vero anche questo.

Solo che trovo il virtuale leggermente sovraffollato ultimamente. I social, in particolare, sono una cloaca della rabbia e frustrazione prodotti dalla pandemia ed è diventato claustrofobico star lì. C’è bisogno di aria fresca, serve aprire le finestre per areare gli ambienti.

Poi, per chi ci lavora come me, doversi destreggiare tra Seo, hashtag e CTA è già abbastanza limitante ma dover sgomitare per patteggiare con gli algoritmi è davvero sfibrante e sono certa di non essere l’unica a sentirsi smarrita.

Ci siamo assuefatti alle privazioni, ma io non ci sto. Sento il bisogno di uno spazio libero, libero per davvero.

‘Per me il solito, grazie’

Nel mio bar di fiducia non devo chiedere ogni mattina cosa prendo per colazione, è sempre caffè e cornetto alla crema. Ma se il bar è chiuso ed io non so fare la pasta sfoglia non fa nulla, mi preparo una torta di mele. Mi hanno insegnato che quando voglio una cosa che non c’è, me la posso fare

E visto che questo spazio non c’è, io lo faccio. Certo, l’ambiente resta virtuale perché nella vita reale è ancora troppo pericoloso incontrarsi, ma lo faccio a modo mio.

Ma non sarà solo mio! Sarà di chi ha la stessa urgenza di evasione da un mondo appesantito da rabbia e insoddisfazione. Sarebbe bello se questo spazio fosse abitato anche da voi, quindi entrate pure! Poggiate cappotto e cappello, poi lasciate andare i vostri pensieri a scrivi@mariablu.it

ceci n'est pas une pipe di rené magritte
Ceci n’est pas une pipe

Ceci n’est pas une pipe.

Questa non è una pipa, diceva Magritte a didascalia di una pipa, o meglio, dell’immagine di una pipa. Il surrealismo dell’artista si prendeva gioco del linguaggio ponendo l’accento sulla difficoltà del comunicare contemporaneo e sulla solitudine dell’uomo, temi attuali più che mai!

Quindi anch’io, come lui, ribalto concetti prendendomi gioco delle parole.

Prendo una stanza, anzi no. Faccio una stanza ma senza pareti, senza limiti. L’arredo con qualche pezzo che mi piace, comodo e colorato, ci metto qualche tazza per il thè o il caffè, una radiolina e l’attaccapanni. Tra le opere dell’artista scelgo La riconoscenza, quella che provo nei suoi confronti per avermi tirato fuori da questo impasse.

Ho imparato che condividere le sensazioni fa in modo che quelle belle vengano amplificate mentre le percezioni sgradevoli all’improvviso si volatilizzino… per questo mi piacerebbe tanto che su questo morbido divano ti sieda anche tu!

Ceci n’est pas le toile!

È uno spazio nel web che non segue le regole del web, uno spazio in cui lo smarrimento che proviamo può scorrazzare libero e permetterci di evitare notti insonni. Quindi non è uno spazio solo mio, è aperto a chiunque abbia bisogno di sfogarsi, di silenzio per un ascolto migliore, di abbinare calzini spaiati e sorridere a labbra nude. Potete esprimervi con testi, foto, audio, musica, video… tutto ciò che può essere fatto nel rispetto dell’altro!

Accomodati nel mio salotto, non è reale ma non è neanche virtuale. Si trova nel web, ma insieme potremmo renderlo più reale che mai. Qui troverai ascolto, pace e una torta di mele appena sfornata, mi pare già un ottimo motivo per esserci, no?

Per entrarci scrivi@mariablu.it  e correrò ad aprirti la porta! Ah no, non ci sono porte…

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